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06/09/15

Cripta della Colonia Güell Barcellona, spontanea prosecuzione del vicino bosco

Grazie al Tour Virtuale ci da la possibilita di visitare la cripta pur non essendo sul posto.

La Colonia Guell  è uno degli esempi più belli di recupero architettonico di un complesso industriale risalente alla fine del XIX secolo. Si trova in Spagna a circa 30 km da Barcellona e comprende l' ex tessitura, la zona residenziale e la cripta della chiesa incompiuta di Antoni Gaudì. Tutto il complesso è stato dichiarato dalla Spagna Sito di interesse storico ed artistico. In origine la tessitura  era di proprietà della famiglia Guell che costruì attorno alla fabbrica il villaggio operaio e la chiesa. Gaudì venne chiamato per la chiesa che non completò fermandosi alla cripta.  


Colpisce per la sua struggente bellezza e semplicità, è il prototipo della Sagrada Famiglia e di questa ha tutti i caratteri salienti. E’ l’ultima opera che tiene impegnato Gaudì prima della sua reclusione volontaria nella visione e nella costruzione della Sagrada Familia. Güell si rivolge a Gaudì per il progetto di urbanizzazione di una nuova colonia operaia, che avrebbe dovuto comprendere abitazioni, servizi, negozi e chiesa; l’architetto delega quasi interamente l’incarico al suo assistente e amico Francesco Berenguer, conservando per sé soltanto la progettazione dell’edificio religioso su un’altura boscosa ai margini dell’abitato. I lavori iniziano nel 1908, procedono alacremente fino al 1914 per poi rallentare e interrompersi definitivamente nel 1916, lasciando compiuta la sola cripta dell’edificio religioso. La caratteristica rilevante di quest’opera è rappresentata dalla sperimentale metodologia ideativa, impiegata da Gaudì per superare l’impianto statico della chiesa gotica e quindi eliminare contrafforti e archi rampanti, ricorrendo a forme ed elementi strutturali tali da assorbire tutte le sollecitazioni (di sola compressione). Partendo dai soli schizzi preliminari, Gaudì verifica l’idea strutturale, e quindi plastica, attraverso la costruzione di un modello funicolare che nulla ha a che vedere con i consueti modelli in legno o gesso della tradizione architettonica: una serie di fili di canapa sospesi al soffitto per i due estremi, caricati di piccoli sacchetti di sabbia di peso proporzionale a quello che dovrà sopportare la struttura.


"In tal modo si delinea la forma logica, nata dalla necessità" commenta Gaudì: necessità dettata da una curva, la funicolare, non astratta ma geometricamente naturale. Una ventina di immagini, tra bellissime fotografia del modello funicolare ed espressivi schizzi dipinti a guazzo sulle foto, rimangono a testimoniare quale sarebbe dovuta essere la configurazione esterna e interna della chiesa: un’esplosione di alte guglie attorno a una cupola centrale rivestite di ceramiche dai colori squillanti. Le strutture eseguite da Gaudì nella colonia Güell consistono nella cripta vera e propria, costituita da una sorta di deambulatorio che corre attorno al nucleo centrale in cui è collocato l’altare, e nell’antistante portico, che superiormente avrebbe dovuto servire da sagrato alla chiesa non realizzata.


Così i muri e le colonne di sostegno sono inclinati, come frammenti geologici appena emersi e spontanea prosecuzione del vicino bosco; direttamente sorgenti dal suolo primordiale e realizzati secondo un’ampia varietà cromatica e chiaroscurale, in modo che l’integrazione con la vegetazione circostante appaia perfetta.

  












La cripta della colonia Güell nasce, cresce e si sviluppa in aderenza alla natura e alle sue matematiche regole, perché "coloro che ricercano le leggi della Natura per formare nuove opere, collaborano con il Creatore; i copisti non collaborano". Astrazione spiritualistica e ossessione naturalistica convergono nella volontà e nella redenzione espressiva dei materiali, nella catarsi della materia: i mattoni utilizzati sono di scarto, "bruciati"; le grate delle finestre sono formate dall’assemblaggio di aghi usati, provenienti dalle macchine tessili della fabbrica della colonia. Il recupero del complesso industriale è stato fatto rispettando l'uso originario dei capannoni che sono tutt'ora usati per fini industriali. Non più una grande tessitura ma piccole realtà artigianali ed industriali. 






22/02/15

Itinerario del Modernismo a Barcellona

Una passeggiata a Barcellona, capitale mondiale del modernismo, Itinerario del Modernismo a Barcellonala Ruta del Modernisme

Per guidarvi lungo l'itinerario, troverete a terra questo simbolo :

Itinerario del Modernismo a Barcellona
Ecco la mappa dell'itinerario :

Itinerario del Modernismo a Barcellona
Al centro di Barcellona, nel quartiere dell'Eixample, gli architetti modernisti eressero, tra il XIX e il XX secolo, diversi edifici per la borghesia del tempo. Si può dire che Puig i CadafalchDoménech i Montaner e il celebre Antoni Gaudí con il loro lavoro e la loro creatività trasformarono Barcellona nella capitale del Mediterraneo occidentale che è oggi.

Itinerario del Modernismo, Casa Calvet, Barcellona
Questo itinerario, che può essere realizzato in un giorno e che vi consigliamo di fare a piedi o in bicicletta, vi condurrà alla scoperta dell'Eixample o Ensanche di Barcellona. Si tratta di un tracciato urbano disegnato dall'architetto Ildefons Cerdà a metà del XIX secolo e che, di per sé, rappresenta uno dei simboli del moderno capoluogo catalano. Lungo le sue strade e i viali troveremo gran parte degli edifici modernisti più emblematici della città.

Itinerario del Modernismo, Passeig de Gracias, Barcellona
Il posto migliore per cominciare la nostra passeggiata è senza dubbio Plaza de Catalunya, centro nevralgico della città e punto di incontro tradizionale di abitanti e visitatori. Molto vicino, al numero 48 di via Caspe, Antoni Gaudí costruì il suo primo edificio residenziale, destinato a una famiglia borghese di produttori tessili: Casa Calvet. Per la simmetria, l'equilibrio e l'ordine della facciata, è considerata una delle sue opere più conservatrici.

Itinerario del Modernismo, Manzana de la Discordia, Barcellona
Risalendo lungo Paseo de Gracia, un po' più avanti, vedremo sulla sinistra la "Manzana de la Discordia" (con un gioco di parole dove "manzana" in spagnolo significa sia "isolato" che "pomo" o "mela"), tratto del viale che raggruppa quasi uno accanto all'altro (ai numeri 35, 41 e 43) tre edifici progettati dalle tre grandi figure del modernismo catalano: Casa Lleó Morera di Doménech i MontanerCasa Amatller di Puig i Cadafalch e Casa Batlló di Gaudí.

All'incrocio successivo sulla sinistra, al numero 225 di via Aragón, si trova l'antico edificio della casa editrice Montaner i Simó (Doménech i Montaner), attuale sede della Fondazione "Antoni Tàpies".

Itinerario del Modernismo, Casa Viuda Marfà, Barcellona
Proseguendo su Paseo de Gracia, a pochi passi (al numero 66) troveremo Casa Viuda Marfà (di Manuel Comas) e all'incrocio con via Mallorca la facciata più emblematica di Barcellona: Casa Milà o La Pedrera, uno degli edifici più famosi di Antoni Gaudí e sicuramente uno dei più visitati di Paseo de Gracia.

Un po' più avanti, su via Diagonal, si concentrano vari edifici di interesse: le case Comalat (Diagonal 442, opera di Salvador Valeri) e Fuster (Paseo de Gracia 132, opera di Doménech i Montaner), e tre opere di Puig i CadafalchCasa Serra (Rambla de Catalunya 126), il Palazzo del Barone di Quadras e Casa Terrades (o "Casa de les Punxes"), entrambe con accesso da via Diagonal (al numero 373 e 416-420, rispettivamente).


Itinerario del Modernismo, Casa Batlo', Barcellona
Continueremo quindi su via Diagonal fino a via Roger de Llúria, che percorreremo fino a incrociare via Mallorca (al numero 291 Casa Thomas di Doménech i Montaner), quindi via Valencia (al numero 339 Casa Llopis-Bofill, di Antoni Maria Gallissà, con graffiti di Jujol).

Ritorneremo di nuovo su via Diagonal fino a Paseo de Sant Joan, che risaliremo fino al numero 108, sede di Casa Macaya (Puig i Cadafalch). A due isolati di distanza si innalzano le imponenti torri della basilica della Sagrada Familia, il capolavoro di Gaudí e del modernismo, uno dei monumenti più visitati di tutta l'Europa.

L'itinerario prosegue poi proprio su via Gaudí, con i suoi lampioni modernisti, fino al complesso di edifici e giardini dell'Ospedale della Santa Creu e di Sant Pau, di Doménech i Montaner, ultimo edificio modernista che visiteremo all'interno del quartiere dell'Eixample.

Itinerario del Modernismo, La Pedrera, Barcellona
L'itinerario si può concludere con la visita di altri edifici modernisti della città situati al di fuori di questo quartiere. Ad esempio, vale la pena di recarsi presso il Palazzo della Musica Catalana, opera importantissima di Doménech i Montaner restaurata e riabilitata di recente sotto la direzione dei lavori di Óscar Tusquets.

Itinerario del Modernismo, la Casa Fuster, Barcellona
È interessante anche la visita all'antica Fabbrica Casaramona, sulla montagna di Montjuïc, opera di Puig i Cadafalch, trasformata nel Centro Esposizioni "CaixaForum", o a Casa Martí, anch'essa di Puig i Cadafalch, situata al numero 3 di via Montsió, nel quartiere gotico. Al piano terra esiste ancora la leggendaria taverna Els Quatre Gats, punto di ritrovo di artisti e intellettuali di quel tempo.

29/07/14

Cripta della Colonia Güell Barcellona, spontanea prosecuzione del vicino bosco

Grazie al Tour Virtuale ci da la possibilita di visitare la cripta pur non essendo sul posto.

La Colonia Guell  è uno degli esempi più belli di recupero architettonico di un complesso industriale risalente alla fine del XIX secolo. Si trova in Spagna a circa 30 km da Barcellona e comprende l' ex tessitura, la zona residenziale e la cripta della chiesa incompiuta di Antoni Gaudì. Tutto il complesso è stato dichiarato dalla Spagna Sito di interesse storico ed artistico. In origine la tessitura  era di proprietà della famiglia Guell che costruì attorno alla fabbrica il villaggio operaio e la chiesa. Gaudì venne chiamato per la chiesa che non completò fermandosi alla cripta.  


Colpisce per la sua struggente bellezza e semplicità, è il prototipo della Sagrada Famiglia e di questa ha tutti i caratteri salienti. E’ l’ultima opera che tiene impegnato Gaudì prima della sua reclusione volontaria nella visione e nella costruzione della Sagrada Familia. Güell si rivolge a Gaudì per il progetto di urbanizzazione di una nuova colonia operaia, che avrebbe dovuto comprendere abitazioni, servizi, negozi e chiesa; l’architetto delega quasi interamente l’incarico al suo assistente e amico Francesco Berenguer, conservando per sé soltanto la progettazione dell’edificio religioso su un’altura boscosa ai margini dell’abitato. I lavori iniziano nel 1908, procedono alacremente fino al 1914 per poi rallentare e interrompersi definitivamente nel 1916, lasciando compiuta la sola cripta dell’edificio religioso. La caratteristica rilevante di quest’opera è rappresentata dalla sperimentale metodologia ideativa, impiegata da Gaudì per superare l’impianto statico della chiesa gotica e quindi eliminare contrafforti e archi rampanti, ricorrendo a forme ed elementi strutturali tali da assorbire tutte le sollecitazioni (di sola compressione). Partendo dai soli schizzi preliminari, Gaudì verifica l’idea strutturale, e quindi plastica, attraverso la costruzione di un modello funicolare che nulla ha a che vedere con i consueti modelli in legno o gesso della tradizione architettonica: una serie di fili di canapa sospesi al soffitto per i due estremi, caricati di piccoli sacchetti di sabbia di peso proporzionale a quello che dovrà sopportare la struttura.


"In tal modo si delinea la forma logica, nata dalla necessità" commenta Gaudì: necessità dettata da una curva, la funicolare, non astratta ma geometricamente naturale. Una ventina di immagini, tra bellissime fotografia del modello funicolare ed espressivi schizzi dipinti a guazzo sulle foto, rimangono a testimoniare quale sarebbe dovuta essere la configurazione esterna e interna della chiesa: un’esplosione di alte guglie attorno a una cupola centrale rivestite di ceramiche dai colori squillanti. Le strutture eseguite da Gaudì nella colonia Güell consistono nella cripta vera e propria, costituita da una sorta di deambulatorio che corre attorno al nucleo centrale in cui è collocato l’altare, e nell’antistante portico, che superiormente avrebbe dovuto servire da sagrato alla chiesa non realizzata.


Così i muri e le colonne di sostegno sono inclinati, come frammenti geologici appena emersi e spontanea prosecuzione del vicino bosco; direttamente sorgenti dal suolo primordiale e realizzati secondo un’ampia varietà cromatica e chiaroscurale, in modo che l’integrazione con la vegetazione circostante appaia perfetta.

  












La cripta della colonia Güell nasce, cresce e si sviluppa in aderenza alla natura e alle sue matematiche regole, perché "coloro che ricercano le leggi della Natura per formare nuove opere, collaborano con il Creatore; i copisti non collaborano". Astrazione spiritualistica e ossessione naturalistica convergono nella volontà e nella redenzione espressiva dei materiali, nella catarsi della materia: i mattoni utilizzati sono di scarto, "bruciati"; le grate delle finestre sono formate dall’assemblaggio di aghi usati, provenienti dalle macchine tessili della fabbrica della colonia. Il recupero del complesso industriale è stato fatto rispettando l'uso originario dei capannoni che sono tutt'ora usati per fini industriali. Non più una grande tessitura ma piccole realtà artigianali ed industriali. 





03/03/14

Itinerario del Modernismo a Barcellona

Una passeggiata a Barcellona, capitale mondiale del modernismo, Itinerario del Modernismo a Barcellonala Ruta del Modernisme

Per guidarvi lungo l'itinerario, troverete a terra questo simbolo :

Itinerario del Modernismo a Barcellona
Ecco la mappa dell'itinerario :

Itinerario del Modernismo a Barcellona
Al centro di Barcellona, nel quartiere dell'Eixample, gli architetti modernisti eressero, tra il XIX e il XX secolo, diversi edifici per la borghesia del tempo. Si può dire che Puig i CadafalchDoménech i Montaner e il celebre Antoni Gaudí con il loro lavoro e la loro creatività trasformarono Barcellona nella capitale del Mediterraneo occidentale che è oggi.

Itinerario del Modernismo, Casa Calvet, Barcellona
Questo itinerario, che può essere realizzato in un giorno e che vi consigliamo di fare a piedi o in bicicletta, vi condurrà alla scoperta dell'Eixample o Ensanche di Barcellona. Si tratta di un tracciato urbano disegnato dall'architetto Ildefons Cerdà a metà del XIX secolo e che, di per sé, rappresenta uno dei simboli del moderno capoluogo catalano. Lungo le sue strade e i viali troveremo gran parte degli edifici modernisti più emblematici della città.

Itinerario del Modernismo, Passeig de Gracias, Barcellona
Il posto migliore per cominciare la nostra passeggiata è senza dubbio Plaza de Catalunya, centro nevralgico della città e punto di incontro tradizionale di abitanti e visitatori. Molto vicino, al numero 48 di via Caspe, Antoni Gaudí costruì il suo primo edificio residenziale, destinato a una famiglia borghese di produttori tessili: Casa Calvet. Per la simmetria, l'equilibrio e l'ordine della facciata, è considerata una delle sue opere più conservatrici.

Itinerario del Modernismo, Manzana de la Discordia, Barcellona
Risalendo lungo Paseo de Gracia, un po' più avanti, vedremo sulla sinistra la "Manzana de la Discordia" (con un gioco di parole dove "manzana" in spagnolo significa sia "isolato" che "pomo" o "mela"), tratto del viale che raggruppa quasi uno accanto all'altro (ai numeri 35, 41 e 43) tre edifici progettati dalle tre grandi figure del modernismo catalano: Casa Lleó Morera di Doménech i MontanerCasa Amatller di Puig i Cadafalch e Casa Batlló di Gaudí.

All'incrocio successivo sulla sinistra, al numero 225 di via Aragón, si trova l'antico edificio della casa editrice Montaner i Simó (Doménech i Montaner), attuale sede della Fondazione "Antoni Tàpies".

Itinerario del Modernismo, Casa Viuda Marfà, Barcellona
Proseguendo su Paseo de Gracia, a pochi passi (al numero 66) troveremo Casa Viuda Marfà (di Manuel Comas) e all'incrocio con via Mallorca la facciata più emblematica di Barcellona: Casa Milà o La Pedrera, uno degli edifici più famosi di Antoni Gaudí e sicuramente uno dei più visitati di Paseo de Gracia.

Un po' più avanti, su via Diagonal, si concentrano vari edifici di interesse: le case Comalat (Diagonal 442, opera di Salvador Valeri) e Fuster (Paseo de Gracia 132, opera di Doménech i Montaner), e tre opere di Puig i CadafalchCasa Serra (Rambla de Catalunya 126), il Palazzo del Barone di Quadras e Casa Terrades (o "Casa de les Punxes"), entrambe con accesso da via Diagonal (al numero 373 e 416-420, rispettivamente).


Itinerario del Modernismo, Casa Batlo', Barcellona
Continueremo quindi su via Diagonal fino a via Roger de Llúria, che percorreremo fino a incrociare via Mallorca (al numero 291 Casa Thomas di Doménech i Montaner), quindi via Valencia (al numero 339 Casa Llopis-Bofill, di Antoni Maria Gallissà, con graffiti di Jujol).

Ritorneremo di nuovo su via Diagonal fino a Paseo de Sant Joan, che risaliremo fino al numero 108, sede di Casa Macaya (Puig i Cadafalch). A due isolati di distanza si innalzano le imponenti torri della basilica della Sagrada Familia, il capolavoro di Gaudí e del modernismo, uno dei monumenti più visitati di tutta l'Europa.

L'itinerario prosegue poi proprio su via Gaudí, con i suoi lampioni modernisti, fino al complesso di edifici e giardini dell'Ospedale della Santa Creu e di Sant Pau, di Doménech i Montaner, ultimo edificio modernista che visiteremo all'interno del quartiere dell'Eixample.

Itinerario del Modernismo, La Pedrera, Barcellona
L'itinerario si può concludere con la visita di altri edifici modernisti della città situati al di fuori di questo quartiere. Ad esempio, vale la pena di recarsi presso il Palazzo della Musica Catalana, opera importantissima di Doménech i Montaner restaurata e riabilitata di recente sotto la direzione dei lavori di Óscar Tusquets.

Itinerario del Modernismo, la Casa Fuster, Barcellona
È interessante anche la visita all'antica Fabbrica Casaramona, sulla montagna di Montjuïc, opera di Puig i Cadafalch, trasformata nel Centro Esposizioni "CaixaForum", o a Casa Martí, anch'essa di Puig i Cadafalch, situata al numero 3 di via Montsió, nel quartiere gotico. Al piano terra esiste ancora la leggendaria taverna Els Quatre Gats, punto di ritrovo di artisti e intellettuali di quel tempo.

02/09/13

Itinerario del Modernismo a Barcellona

Una passeggiata a Barcellona, capitale mondiale del modernismo, Itinerario del Modernismo a Barcellonala Ruta del Modernisme

Per guidarvi lungo l'itinerario, troverete a terra questo simbolo :

Itinerario del Modernismo a Barcellona
Ecco la mappa dell'itinerario :

Itinerario del Modernismo a Barcellona
Al centro di Barcellona, nel quartiere dell'Eixample, gli architetti modernisti eressero, tra il XIX e il XX secolo, diversi edifici per la borghesia del tempo. Si può dire che Puig i CadafalchDoménech i Montaner e il celebre Antoni Gaudí con il loro lavoro e la loro creatività trasformarono Barcellona nella capitale del Mediterraneo occidentale che è oggi.

Itinerario del Modernismo, Casa Calvet, Barcellona
Questo itinerario, che può essere realizzato in un giorno e che vi consigliamo di fare a piedi o in bicicletta, vi condurrà alla scoperta dell'Eixample o Ensanche di Barcellona. Si tratta di un tracciato urbano disegnato dall'architetto Ildefons Cerdà a metà del XIX secolo e che, di per sé, rappresenta uno dei simboli del moderno capoluogo catalano. Lungo le sue strade e i viali troveremo gran parte degli edifici modernisti più emblematici della città.

Itinerario del Modernismo, Passeig de Gracias, Barcellona
Il posto migliore per cominciare la nostra passeggiata è senza dubbio Plaza de Catalunya, centro nevralgico della città e punto di incontro tradizionale di abitanti e visitatori. Molto vicino, al numero 48 di via Caspe, Antoni Gaudí costruì il suo primo edificio residenziale, destinato a una famiglia borghese di produttori tessili: Casa Calvet. Per la simmetria, l'equilibrio e l'ordine della facciata, è considerata una delle sue opere più conservatrici.

Itinerario del Modernismo, Manzana de la Discordia, Barcellona
Risalendo lungo Paseo de Gracia, un po' più avanti, vedremo sulla sinistra la "Manzana de la Discordia" (con un gioco di parole dove "manzana" in spagnolo significa sia "isolato" che "pomo" o "mela"), tratto del viale che raggruppa quasi uno accanto all'altro (ai numeri 35, 41 e 43) tre edifici progettati dalle tre grandi figure del modernismo catalano: Casa Lleó Morera di Doménech i MontanerCasa Amatller di Puig i Cadafalch e Casa Batlló di Gaudí.

All'incrocio successivo sulla sinistra, al numero 225 di via Aragón, si trova l'antico edificio della casa editrice Montaner i Simó (Doménech i Montaner), attuale sede della Fondazione "Antoni Tàpies".

Itinerario del Modernismo, Casa Viuda Marfà, Barcellona
Proseguendo su Paseo de Gracia, a pochi passi (al numero 66) troveremo Casa Viuda Marfà (di Manuel Comas) e all'incrocio con via Mallorca la facciata più emblematica di Barcellona: Casa Milà o La Pedrera, uno degli edifici più famosi di Antoni Gaudí e sicuramente uno dei più visitati di Paseo de Gracia.

Un po' più avanti, su via Diagonal, si concentrano vari edifici di interesse: le case Comalat (Diagonal 442, opera di Salvador Valeri) e Fuster (Paseo de Gracia 132, opera di Doménech i Montaner), e tre opere di Puig i CadafalchCasa Serra (Rambla de Catalunya 126), il Palazzo del Barone di Quadras e Casa Terrades (o "Casa de les Punxes"), entrambe con accesso da via Diagonal (al numero 373 e 416-420, rispettivamente).


Itinerario del Modernismo, Casa Batlo', Barcellona
Continueremo quindi su via Diagonal fino a via Roger de Llúria, che percorreremo fino a incrociare via Mallorca (al numero 291 Casa Thomas di Doménech i Montaner), quindi via Valencia (al numero 339 Casa Llopis-Bofill, di Antoni Maria Gallissà, con graffiti di Jujol).

Ritorneremo di nuovo su via Diagonal fino a Paseo de Sant Joan, che risaliremo fino al numero 108, sede di Casa Macaya (Puig i Cadafalch). A due isolati di distanza si innalzano le imponenti torri della basilica della Sagrada Familia, il capolavoro di Gaudí e del modernismo, uno dei monumenti più visitati di tutta l'Europa.

L'itinerario prosegue poi proprio su via Gaudí, con i suoi lampioni modernisti, fino al complesso di edifici e giardini dell'Ospedale della Santa Creu e di Sant Pau, di Doménech i Montaner, ultimo edificio modernista che visiteremo all'interno del quartiere dell'Eixample.

Itinerario del Modernismo, La Pedrera, Barcellona
L'itinerario si può concludere con la visita di altri edifici modernisti della città situati al di fuori di questo quartiere. Ad esempio, vale la pena di recarsi presso il Palazzo della Musica Catalana, opera importantissima di Doménech i Montaner restaurata e riabilitata di recente sotto la direzione dei lavori di Óscar Tusquets.

Itinerario del Modernismo, la Casa Fuster, Barcellona
È interessante anche la visita all'antica Fabbrica Casaramona, sulla montagna di Montjuïc, opera di Puig i Cadafalch, trasformata nel Centro Esposizioni "CaixaForum", o a Casa Martí, anch'essa di Puig i Cadafalch, situata al numero 3 di via Montsió, nel quartiere gotico. Al piano terra esiste ancora la leggendaria taverna Els Quatre Gats, punto di ritrovo di artisti e intellettuali di quel tempo.

12/06/13

Cripta della Colonia Güell Barcellona, spontanea prosecuzione del vicino bosco

Grazie al Tour Virtuale ci da la possibilita di visitare la cripta pur non essendo sul posto.

La Colonia Guell  è uno degli esempi più belli di recupero architettonico di un complesso industriale risalente alla fine del XIX secolo. Si trova in Spagna a circa 30 km da Barcellona e comprende l' ex tessitura, la zona residenziale e la cripta della chiesa incompiuta di Antoni Gaudì. Tutto il complesso è stato dichiarato dalla Spagna Sito di interesse storico ed artistico. In origine la tessitura  era di proprietà della famiglia Guell che costruì attorno alla fabbrica il villaggio operaio e la chiesa. Gaudì venne chiamato per la chiesa che non completò fermandosi alla cripta.  


Colpisce per la sua struggente bellezza e semplicità, è il prototipo della Sagrada Famiglia e di questa ha tutti i caratteri salienti. E’ l’ultima opera che tiene impegnato Gaudì prima della sua reclusione volontaria nella visione e nella costruzione della Sagrada Familia. Güell si rivolge a Gaudì per il progetto di urbanizzazione di una nuova colonia operaia, che avrebbe dovuto comprendere abitazioni, servizi, negozi e chiesa; l’architetto delega quasi interamente l’incarico al suo assistente e amico Francesco Berenguer, conservando per sé soltanto la progettazione dell’edificio religioso su un’altura boscosa ai margini dell’abitato. I lavori iniziano nel 1908, procedono alacremente fino al 1914 per poi rallentare e interrompersi definitivamente nel 1916, lasciando compiuta la sola cripta dell’edificio religioso. La caratteristica rilevante di quest’opera è rappresentata dalla sperimentale metodologia ideativa, impiegata da Gaudì per superare l’impianto statico della chiesa gotica e quindi eliminare contrafforti e archi rampanti, ricorrendo a forme ed elementi strutturali tali da assorbire tutte le sollecitazioni (di sola compressione). Partendo dai soli schizzi preliminari, Gaudì verifica l’idea strutturale, e quindi plastica, attraverso la costruzione di un modello funicolare che nulla ha a che vedere con i consueti modelli in legno o gesso della tradizione architettonica: una serie di fili di canapa sospesi al soffitto per i due estremi, caricati di piccoli sacchetti di sabbia di peso proporzionale a quello che dovrà sopportare la struttura.


"In tal modo si delinea la forma logica, nata dalla necessità" commenta Gaudì: necessità dettata da una curva, la funicolare, non astratta ma geometricamente naturale. Una ventina di immagini, tra bellissime fotografia del modello funicolare ed espressivi schizzi dipinti a guazzo sulle foto, rimangono a testimoniare quale sarebbe dovuta essere la configurazione esterna e interna della chiesa: un’esplosione di alte guglie attorno a una cupola centrale rivestite di ceramiche dai colori squillanti. Le strutture eseguite da Gaudì nella colonia Güell consistono nella cripta vera e propria, costituita da una sorta di deambulatorio che corre attorno al nucleo centrale in cui è collocato l’altare, e nell’antistante portico, che superiormente avrebbe dovuto servire da sagrato alla chiesa non realizzata.


Così i muri e le colonne di sostegno sono inclinati, come frammenti geologici appena emersi e spontanea prosecuzione del vicino bosco; direttamente sorgenti dal suolo primordiale e realizzati secondo un’ampia varietà cromatica e chiaroscurale, in modo che l’integrazione con la vegetazione circostante appaia perfetta.

  












La cripta della colonia Güell nasce, cresce e si sviluppa in aderenza alla natura e alle sue matematiche regole, perché "coloro che ricercano le leggi della Natura per formare nuove opere, collaborano con il Creatore; i copisti non collaborano". Astrazione spiritualistica e ossessione naturalistica convergono nella volontà e nella redenzione espressiva dei materiali, nella catarsi della materia: i mattoni utilizzati sono di scarto, "bruciati"; le grate delle finestre sono formate dall’assemblaggio di aghi usati, provenienti dalle macchine tessili della fabbrica della colonia. Il recupero del complesso industriale è stato fatto rispettando l'uso originario dei capannoni che sono tutt'ora usati per fini industriali. Non più una grande tessitura ma piccole realtà artigianali ed industriali. 




15/05/13

Itinerario del Modernismo a Barcellona

Una passeggiata a Barcellona, capitale mondiale del modernismo, Itinerario del Modernismo a Barcellona, la Ruta del Modernisme

Per guidarvi lungo l'itinerario, troverete a terra questo simbolo :

Itinerario del Modernismo a Barcellona
Ecco la mappa dell'itinerario :

Itinerario del Modernismo a Barcellona
Al centro di Barcellona, nel quartiere dell'Eixample, gli architetti modernisti eressero, tra il XIX e il XX secolo, diversi edifici per la borghesia del tempo. Si può dire che Puig i Cadafalch, Doménech i Montaner e il celebre Antoni Gaudí con il loro lavoro e la loro creatività trasformarono Barcellona nella capitale del Mediterraneo occidentale che è oggi.

Itinerario del Modernismo, Casa Calvet, Barcellona
Questo itinerario, che può essere realizzato in un giorno e che vi consigliamo di fare a piedi o in bicicletta, vi condurrà alla scoperta dell'Eixample o Ensanche di Barcellona. Si tratta di un tracciato urbano disegnato dall'architetto Ildefons Cerdà a metà del XIX secolo e che, di per sé, rappresenta uno dei simboli del moderno capoluogo catalano. Lungo le sue strade e i viali troveremo gran parte degli edifici modernisti più emblematici della città.

Itinerario del Modernismo, Passeig de Gracias, Barcellona
Il posto migliore per cominciare la nostra passeggiata è senza dubbio Plaza de Catalunya, centro nevralgico della città e punto di incontro tradizionale di abitanti e visitatori. Molto vicino, al numero 48 di via Caspe, Antoni Gaudí costruì il suo primo edificio residenziale, destinato a una famiglia borghese di produttori tessili: Casa Calvet. Per la simmetria, l'equilibrio e l'ordine della facciata, è considerata una delle sue opere più conservatrici.

Itinerario del Modernismo, Manzana de la Discordia, Barcellona
Risalendo lungo Paseo de Gracia, un po' più avanti, vedremo sulla sinistra la "Manzana de la Discordia" (con un gioco di parole dove "manzana" in spagnolo significa sia "isolato" che "pomo" o "mela"), tratto del viale che raggruppa quasi uno accanto all'altro (ai numeri 35, 41 e 43) tre edifici progettati dalle tre grandi figure del modernismo catalano: Casa Lleó Morera di Doménech i Montaner, Casa Amatller di Puig i Cadafalch e Casa Batlló di Gaudí.

All'incrocio successivo sulla sinistra, al numero 225 di via Aragón, si trova l'antico edificio della casa editrice Montaner i Simó (Doménech i Montaner), attuale sede della Fondazione "Antoni Tàpies".

Itinerario del Modernismo, Casa Viuda Marfà, Barcellona
Proseguendo su Paseo de Gracia, a pochi passi (al numero 66) troveremo Casa Viuda Marfà (di Manuel Comas) e all'incrocio con via Mallorca la facciata più emblematica di Barcellona: Casa Milà o La Pedrera, uno degli edifici più famosi di Antoni Gaudí e sicuramente uno dei più visitati di Paseo de Gracia.

Un po' più avanti, su via Diagonal, si concentrano vari edifici di interesse: le case Comalat (Diagonal 442, opera di Salvador Valeri) e Fuster (Paseo de Gracia 132, opera di Doménech i Montaner), e tre opere di Puig i Cadafalch: Casa Serra (Rambla de Catalunya 126), il Palazzo del Barone di Quadras e Casa Terrades (o "Casa de les Punxes"), entrambe con accesso da via Diagonal (al numero 373 e 416-420, rispettivamente).


Itinerario del Modernismo, Casa Batlo', Barcellona
Continueremo quindi su via Diagonal fino a via Roger de Llúria, che percorreremo fino a incrociare via Mallorca (al numero 291 Casa Thomas di Doménech i Montaner), quindi via Valencia (al numero 339 Casa Llopis-Bofill, di Antoni Maria Gallissà, con graffiti di Jujol).

Ritorneremo di nuovo su via Diagonal fino a Paseo de Sant Joan, che risaliremo fino al numero 108, sede di Casa Macaya (Puig i Cadafalch). A due isolati di distanza si innalzano le imponenti torri della basilica della Sagrada Familia, il capolavoro di Gaudí e del modernismo, uno dei monumenti più visitati di tutta l'Europa.

L'itinerario prosegue poi proprio su via Gaudí, con i suoi lampioni modernisti, fino al complesso di edifici e giardini dell'Ospedale della Santa Creu e di Sant Pau, di Doménech i Montaner, ultimo edificio modernista che visiteremo all'interno del quartiere dell'Eixample.

Itinerario del Modernismo, La Pedrera, Barcellona
L'itinerario si può concludere con la visita di altri edifici modernisti della città situati al di fuori di questo quartiere. Ad esempio, vale la pena di recarsi presso il Palazzo della Musica Catalana, opera importantissima di Doménech i Montaner restaurata e riabilitata di recente sotto la direzione dei lavori di Óscar Tusquets.

Itinerario del Modernismo, la Casa Fuster, Barcellona
È interessante anche la visita all'antica Fabbrica Casaramona, sulla montagna di Montjuïc, opera di Puig i Cadafalch, trasformata nel Centro Esposizioni "CaixaForum", o a Casa Martí, anch'essa di Puig i Cadafalch, situata al numero 3 di via Montsió, nel quartiere gotico. Al piano terra esiste ancora la leggendaria taverna Els Quatre Gats, punto di ritrovo di artisti e intellettuali di quel tempo.